Una badante vince alla lotteria e fa regali a chi è in difficoltà

A Bovolone, una vincita alla lotteria natalizia si è trasformata in una storia di altruismo che ha colpito e fatto riflettere l’intera comunità. Protagonista è Gheorghita State, cittadina romena di 51 anni, che vive e lavora in Italia da 27 anni come assistente di anziani. La donna ha vinto un buono da mille euro nell’ambito di un’estrazione a premi organizzata dall’associazione “I negozi di Bovolone” e, invece di usarlo per sé, ha deciso di destinarne metà a chi si trova in maggiore difficoltà.

Gheorghita ha utilizzato parte del premio per fare acquisti in un negozio di scarpe cittadino, scegliendo diversi modelli che però non erano della sua misura. Questo comportamento ha inizialmente incuriosito il titolare dell’esercizio e successivamente ha sorpreso anche gli organizzatori della lotteria, quando hanno scoperto che le calzature erano destinate a persone bisognose. Un gesto inaspettato, tanto più che nelle edizioni precedenti i vincitori avevano sempre approfittato del premio per concedersi un regalo personale. «Con tanti premi distribuiti negli anni, non avevamo mai visto nulla del genere», hanno ammesso i promotori, sottolineando come, pur trattandosi di una somma modesta, la scelta della badante rappresenti un’anomalia capace di spiazzare.

Arrivata in Italia da giovanissima insieme al marito, Gheorghita ha sempre lavorato nel settore dell’assistenza nella Bassa veronese, prestando servizio sia nelle abitazioni private sia nei reparti dell’ospedale di Legnago, soprattutto durante i turni notturni. È madre di tre figli, tutti nati in Italia e ormai adulti. Dopo il divorzio, avvenuto sette anni fa, ha intrapreso una nuova relazione. Attualmente lavora a Bovolone come badante di un’anziana che segue nella sua casa. Nonostante la lunga permanenza in Italia, non ha ottenuto la cittadinanza a causa di complicazioni burocratiche legate alla separazione, che le hanno fatto perdere la continuità della residenza; oggi vive con un permesso di soggiorno a tempo indeterminato.

Interpellata sul suo gesto, Gheorghita spiega che la generosità fa parte della sua indole e che la sua non è una donazione calcolata o strategica, ma un impulso spontaneo. A sorprendere lei stessa è il clamore suscitato dalla vicenda, che l’ha però spinta a raccontare il proprio passato. Cresciuta in una famiglia numerosa e povera — quattro fratelli, un padre pastore di pecore e una madre casalinga — ha conosciuto da vicino la privazione. I genitori, oggi anziani, vivono con una pensione di circa cento euro al mese. Tutti i fratelli hanno lasciato presto casa per cercare fortuna in Europa, riuscendo a costruirsi una vita dignitosa, ma il ricordo delle difficoltà non l’ha mai abbandonata.

La vincita risale a poco prima di Natale: Gheorghita aveva acquistato tre biglietti in un negozio dove si era recata dal parrucchiere e, poco dopo, è stata contattata per comunicarle la vincita. Per lei quei soldi non erano “guadagnati”, ma un regalo arrivato inaspettatamente, da condividere con chi soffre. Pur non essendo una donna ricca, spiega di avere uno stipendio sufficiente e di trarre benessere proprio dall’essere generosa.

Non è la prima volta, infatti, che aiuta chi è in difficoltà. Molti dei regali che acquista vengono inviati in Romania tramite pulmini diretti nel suo paese d’origine. In occasione delle ultime festività ha spedito biscotti a una scuola frequentata da 250 bambini, nel luogo in cui vivono i suoi genitori. Una storia semplice ma intensa, che dimostra come la generosità più autentica spesso non nasca dall’abbondanza, ma dalla memoria di ciò che è mancato.